Libri dei Tacamenti
Tessitori carnici
I tessitori carnici erano artigiani altamente specializzati che condividevano un linguaggio tecnico-grafico comune ai tessitori del lino europei, che lavoravano su telai orizzontali a licci e pedali. I telai, talvolta dotati fino a ventiquattro licci, permettevano la realizzazione di tessuti piccolo operato, damascati e uniti, arricchiti da motivi decorativi di grande bellezza e portatori di antiche simbologie.
I saperi di mestiere venivano annotati in quaderni manoscritti, detti Libri dei Tacamenti. Il termine tacamento deriva dal verbo tacar, attaccare, collegare fra loro licci e pedali per ottenere specifici disegni tessili. Semplici ma eleganti, questi manoscritti costituiscono un prezioso patrimonio tecnico e culturale, ancora poco conosciuto al di fuori degli ambiti specialistici.
Antonio Candotto 1791
Biblioteca Guarneriana, San Daniele del Friuli (Udine).
Disegni per tessuti ad uso di un tessitore del secolo 18°
Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”, Udine
Antonio Di Croce 1884
MEF Museo Etnografico del Friuli, Udine
CIRT aps condivide con Società Filologica Friulana il progetto caricamento online di dati relativi al tessile in Friuli. I risultati di questa collaborazione sono presenti su TECHE FRIULANE – CULTURA TESSILE IN FRIULI.
La risorsa è consultabile sul sito Teche Friulane.
L’eredità dei Tessitori
Maestri del telaio, i tessitori carnici creavano tessuti ricchi di antiche simbologie, custodendo il loro sapere nei Libri dei Tacamenti.
Antonio Candotto, Ampezzo, Carnia, 1791
Disegni per tessuti ad uso di un tessitore del secolo 18°
