Gina Morandini

San Giorgio di Nogaro 1931 – Udine 2021.

La cartella dei disegni e dei campioni

La cartella risale agli anni Cinquanta, periodo in cui Gina Morandini aveva avviato a Udine un laboratorio di tessitura a mano. Qui progettava e realizzava tessuti per l’arredamento, confrontandosi e collaborando con noti architetti udinesi come Nani Valle, Giorgia e Aldo Nicoletti e Franco Vattolo.

In quegli anni Gina si era da poco diplomata all’Istituto Professionale Femminile “Blanchini”, dove, nella casetta-laboratorio del cortile, aveva incontrato per la prima volta i telai a licci e i cotoni bianchi e rossi con cui aveva tessuto le sue prime tele. La nota e frequentata scuola udinese, fondata nel 1905 in Borgo Grazzano al civico 16, portava il nome del suo fondatore, Eugenio Blanchini, parroco della chiesa di San Giorgio.

Gina Morandini viveva a San Giorgio di Nogaro e, come molte ragazze della sua generazione, dovette trasferirsi a Udine per proseguire gli studi. Fu ospitata presso il Pensionato “Gabrieli” di via della Vigna, gestito dalle stesse Suore di Santa Dorotea che dirigevano anche il “Blanchini”. Dopo la scuola elementare si accedeva all’Istituto, articolato in tre anni di scuola media, tre di professionale e due di magistero.

Negli anni Cinquanta molte famiglie della borghesia friulana sceglievano il “Blanchini”, che essendo a pagamento era riservato a un’utenza selezionata. La direttrice promuoveva un’educazione culturale e sociale ampia, fondata su una solida preparazione religiosa, morale e civile, ma anche attenta alle esigenze concrete della vita. Alle allieve venivano insegnati il galateo, le lettere, la storia, la
pedagogia e la matematica, accanto a discipline pratiche come igiene, economia domestica, cucina, ricamo e sartoria. Il disegno e la storia dell’arte erano affidati con passione all’artista Costanzo Schiavi e alla moglie Elena Borghi. L’anno scolastico si concludeva con una mostra degli elaborati artistici delle studentesse, occasione di riconoscimento e valorizzazione del loro impegno.
Conclusi gli studi, molte ex allieve del “Blanchini” immaginavano per sé un futuro legato alla casa e alla famiglia. Gina, invece, coltivava un progetto diverso: diventare imprenditrice nel settore dell’alto
artigianato tessile.

La sua cartella di progetti rappresenta oggi un materiale inedito e prezioso, utile a illuminare un segmento ancora poco noto del percorso professionale di un’artista che ha dedicato l’intera vita all’arte tessile.

Ringraziamo per le informazioni Ines Bidoli, classe 1935, e Teresa Malisani, classe 1931, che frequentarono l’Istituto negli anni Cinquanta.

La cartella

La cartella, semplice ma solida, è realizzata in cartone pesante con lacci in fettuccia di cotone greggio.
Misura 35 cm in altezza, 25 cm in larghezza e 10 cm di dorso.
Ogni progetto è presentato su una scheda in cartoncino color tortora, una tonalità sobria ed elegante che valorizza il colore e la qualità materica dei campioni. Nonostante la giovane età, poco più che ventenne, Gina organizza il proprio lavoro con sorprendente rigore e consapevolezza professionale.
Ogni scheda raccoglie infatti i diagrammi tecnici delle armature tessili, disegnati a mano su carta quadrettata, le note dattiloscritte relative al montaggio del telaio, l’indicazione dei filati e i campioni tessuti a telaio.

I progetti documentano tessuti destinati sia all’arredamento, come i copriletti, sia all’abbigliamento, come giacche e gonne con fasce lavorate. Dal punto di vista tecnico si distinguono in tele giocate su effetti cromatici e materici, e in tessuti rigati o scanditi da piccoli motivi geometrici: armature derivate dalla tela, spine, diagonali, diamantine e rasi, tutti realizzati su telaio a licci.

I filati impiegati appartengono a diverse tipologie: fibre naturali, come lana, cotone, juta e bavella di seta; fibre artificiali, come la viscosa; e fibre sintetiche. Ne emerge un repertorio ricco e consapevole, in cui sperimentazione tecnica, gusto estetico e cultura del progetto si intrecciano con grande maturità.